4WuZHVegXm1cjf7tl8WGMqKqxE0 LA FIAMMA DEL PECCATO: After Earth, recensione in anteprima

domenica 2 giugno 2013

After Earth, recensione in anteprima



Voto: 7/10

Il cinema di M. Night Shyamalan è cambiato dai tempi di The Sixth Sense, e in maniera probabilmente definitiva. Bisogna prenderne atto e lasciare da parte confronti a mio avviso fuorvianti rispetto al discorso che il cineasta sta portando avanti. Dopo il rovescio di E venne il giorno (secondo me il suo unico film difficilmente salvabile) e l'escursione quasi fanciullesca de L'ultimo dominatore dell'aria, eccolo tornare ad esplorare la fantascienza con l'arma che sa costruire e adoperare meglio: i personaggi. Ogni grande ritratto umano dipinto da Shyamalan ha una backstory che lo rende prezioso e insieme doloroso: lo psicologo di The Sixth Sense, la coppia di rivali di Unbreakable, il prete di Signs, il gruppo di The Village e il mio preferito, il Cleveland Heep di Lady in the Water. Cypher e Kitai, padre e figlio di After Earth, non fanno eccezione: un rapporto difficile, inaridito dalla lontananza, corroso dal dolore. Will Smith e suo figlio Jaden lo esplorano con pienezza, lavorano sui silenzi e sulla fisicità che la loro differente età ed esperienza comportano. Will in particolare è arcigno e insieme umanissimo, la sua figura è senz'altro quella più toccante delle due e l'attore la caratterizza con notevole verosimiglianza.
Il non detto in After Earth è più importante delle parole, ed è ciò che lega i due personaggi principali con un filo sottile ma potente, ma soprattutto emozionante. Shyamalan costruisce un'opera che cerca l'eleganza visiva senza puntare per forza all'originalità. I tempi delle sorprese narrative saranno anche passati, ma la volontà di dare un cuore pulsante ai suoi eroi è sempre presente ed efficace. Il film ha ovviamente dei difetti, alcune banalità nel sottotesto ecologista e una discreta dose di retorica, ma non merita assolutamente le stroncature ottenute negli Stati Uniti, tutt'altro. C'è chi ha messo il luce come la storia sia più che accostabile alla dottrina di Scientology di cui Will Smith a detta di molti è seguace. Possibile, anzi a ben vedere abbastanza probabile. Comunque non più di quanto a mio avviso lo era la trama di Hancock. La questione non mi rende certamente entusiasta, ma ciò non toglie che After Earth sia comunque a tratti vibrante.
A impreziosire poi una confezione già valevole ci sono le musiche del solito, straordinario James Newton Howard. Il lavoro sulle percussioni e sulla loro potenza espressiva ricorda quello vigoroso di Hans Zimmer, ma in più il collaboratore abituale di Shyamalan adopera come sempre gli archi con una dolcezza ancora insuperata. After Earth ha una magnifica colonna sonora, senz'altro differente da quella malinconica e cristallina di The Village o Lady in the Water ma allo stesso tempo piena di rimandi e di fascinazioni sonore. Arte della musica, non c'è dubbio.

Eccovi il trailer italiano del film.