4WuZHVegXm1cjf7tl8WGMqKqxE0 LA FIAMMA DEL PECCATO: Tribeca Day 1 - Jesse e Celine tornano a incantare.

giovedì 18 aprile 2013

Tribeca Day 1 - Jesse e Celine tornano a incantare.


Il primo titolo visto al Tribeca Film Festival 2013 - e comunque già passato all'ultimo Festival di Berlino - è stato Before Midnight di Richard Linklater, forse il titolo più atteso dell'intera rassegna.
Terzo capitolo delle avventure sentimentali di Jesse e Celine, è primo che li vede finalmente interagire come coppia consolidata, con tanto di magnifica prole - due gemelline. Dopo il romanticismo giovanile di Prima dell'alba e la verbosità un fin troppo spocchiosa del secondo Prima del tramonto (decisamente non l'ho amato...) Linklater, Julie Delpy ed Ethan Hawke trovano un commovente equilibrio in quest'ultimo film, dove la realtà della vita di coppia e dei problemi che essa comporta impreziosiscono ogni singolo dialogo. Finalmente i due protagonisti sono cresciuti, soffrono dei nostri stessi problemi, si confrontano tra loro in maniera sincera e, perché no, anche dolorosa. Nella cornice ovattata di un'isola del Peloponneso Jesse e Celine trascorrono giorni che dovrebbero essere incantanti, mentre invece nascondono le insicurezze e la fragilità tutta umana di chi non ha una vita perfetta. Situazioni e dialoghi, come al solito infiniti, sono però stavolta verissimi, pieni di ironia e calore umano. Si capisce fin dai primi minuti che Before Midnight è un film piú "caldo" e meno celebrale dei precedenti, e altrettanto bene si comprende che l'affiatamento tra regista e interpreti è come sempre ammirevole. Su tutti merita pieno elogio una Julie Delpy nevrotica, sincera, ironica come mai le era successo prima d'ora. È lei il cuore pulsante del film, con Hawke a farle perfetta spalla nelle scene più emozionanti. Dolcissimo e amaro allo stesso tempo, Before Midnight è promosso a pieni voti. Anzi pienissimi.

La prima giornata del Tribeca mi ha anche regalato la visione di VHS 2, divertente horror-contenitore a bassissimo budget, dove una cornice poco più che scritta a modo di canovaccio racchiude alcuni mini-cortometraggi che divagano in tutte le direzioni del genere, dalla possessione ai zombie all'invasione aliena. Poverissimo ma fantasioso. Interessante anche il docimentario olandese Raw Herring, che racconta la vita tutt'altro che comoda dei pescatori di aringhe.