4WuZHVegXm1cjf7tl8WGMqKqxE0 LA FIAMMA DEL PECCATO: Tribeca Day 4 - Naomi e le altre donne del festival

domenica 21 aprile 2013

Tribeca Day 4 - Naomi e le altre donne del festival

La quarta giornata del Tribeca Film Festival 2013 si è aperta con la bellissima sorpresa di Sunlight Jr. di Laurie Collyer, che qualche hanno fa ci aveva già regalato l'interessante Sherrybaby con Maggie Gyllenhaal. Sullo sfondo della perferia di una città della Florida si muove la vita di Melissa e Richie, coppia di dropout non più giovanissima. Lei con un passato di dipendenza dalle droghe lavora come cassiera in un mall, lui è costretto sulla sedia a rotelle e passa il tempo girovagando senza meta. I due si amano sinceramente, e quando arriva la notizia di un imminente bambino tentano di tutto per garantirgli una vita degna. Ma uscire dall'insicurezza e dalla povertà in America non è facile...
Bello spaccato di vita, mai pietistico o ricattatorio, tutt'altro. La sincerità dei personaggi e la delicatezza del racconto convincono in pieno, e proprio perché non eccessivamente drammatico Sunlight Jr. è ancora più toccante e preciso nel raccontare le difficoltà ma anche la voglia di vivere di chi sta in fondo alla scala sociale. Notevolissima prova d'attori per Matt Dillon, misuratissimo, e soprattutto per Naomi Watts: a quarantaquattro anni é senza dubbio l'attrice più sexy di Hollywood, coraggiosa e vera quando deve esporsi ma sempre incredibilmente misurata. La Watts è una grande attrice drammatica perché riesce a non esagerare mai, in qualsiasi parte o situazione si trovi a recitare. Un pregio raro e preziosissimo.

Secondo film di giornata la commedia drammatica The Pretty One dell'esordiente Jenée LaMarque. Protagonista quella Zoe Kazan che abbiamo già apprezzato anche in Italia con Ruby Sparks. Difficile raccontare la trama senza cadere nello spoiler, quindi vi diremo soltanto che si tratta di una storia d'amore, di scambio di personalità, di accettazione del lutto e di molto altro. Alcune trovate sono molto divertenti, altre dolcissime, la Kazan è naturalmente simpatica e perfetta per il ruolo, anche se già sembra stia cadendo un po' nel cliché modaiolo/svampito in cui è precipitata ad esempio Zooey Deschanel, con mio tragico disappunto. Per fortunaZoe sembra avere anche qualcosa in comune con il talento di Lena Dunham, quella di Tiny Furniture e Girls, così  la speranza di staccarsi dalla retorica del "tipo fisso" ancora esiste. Staremo a vedere. Intanto The Pretty One la conferma come probabile promessa, vera forza di questo film carino insieme proprio a quel Jake Johnson che divide con la Deschanel la serie TV New Girl. Strani incroci.

Terzo e ultimo film del giorno Trust Me, secondo film da regista dell'attore Clark Gregg dopo il non riuscito Soffocare, tratto dal bel romanzo di Chuck Palahniuk. Stavolta siamo alle prese con un agente hollywoodiano che come ultima speranza di affermazione si lancia su una giovanissima di sicuro talento, pronto a vedere la sua anima per farle firmare un contratto per una saga sci-fi stile Twilight. Tra concorrenza spietata, produttrici-squalo e intrighi romantici, l'agente dovrà perdere e ritrovare se stesso per riuscire (o meno) nel proprio intento. Strano film Trust Me: è un ritratto spietato del mondo che gravita dietro i riflettori e i lustrini dello star syste, impetoso e poi subito dopo superficiale. La trama è interessante ma si perde a tratti in inutili colpi di scena nel finale. Cregg è volenteroso ma come regista sembra abbastanza acerbo. A sollevare le sorti del film un cast di donne meraviglioso: Felicity Huffman, la mia adorata Allison Janney (bravissima in due o tre scene al massimo) e una magnifica Amanda Peet, finalmente con un ruolo significativo in un lungometraggio. Anche se ondivago, forse un po' troppo, Trust Me non merita di essere bocciato poiché possiede un suo indecifrabile fascino.